Gesù risorto è il buon pastore che si prende cura responsabilmente delle sue pecore. Non per dovere ma per amore. Non usa di loro per i propri interessi ma per loro dona la vita affinché ciascuna l’abbia in abbondanza (cf. Gv 10,10-11).
Le “mie pecore” – dice il Pastore Bello e Buono – ascoltano la mia voce. Sono sue. Gli appartengono come un tesoro, una perla preziosa. E ascoltano la sua voce. Non solo la parola, ma la voce che la veicola. C’è confidenza, tenerezza, reciprocità. Lui ne conosce i gusti, i desideri, gli stati d’animo, i linguaggi dell’amore che preferiscono. Insomma, c’è un’intesa speciale e per questo lo seguono. In questa relazione il Risorto dona la vita senza fine. Quella vita che non cessa neppure con la morte e dice: “mai si perderanno, e nessuno le strapperà dalla mia mano”. Vorrei soffermarmi su questa affermazione lapidaria. “Mai si perderanno”. Perché nel vangelo di Luca pare si dica il contrario: “Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?”.
Dunque noi ci perdiamo, come la pecora, la moneta e il figlio delle parabole della misericordia che si conclude così: “bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15,32). Non solo. Nel vangelo di domenica scorsa abbiamo incontrato Pietro e altri 6 discepoli andarsene dalla comunità – come i discepoli di Emmaus – ed essere ‘ripescati’ e ritrovati da Gesù (cf. Gv 21,1-19).
Dunque il Buon Pastore non può non farci scappare, non può essere disposto a perderci. Ma quando accadrà si metterà a cercarci come sulla via di Emmaus, come il mendicante sulla riva del mare (cf. Gv 21,5), come nel giardino di pasqua con le donne. Sì, nessuno ci strapperà dalla mano del Padre perché Gesù ci ha cercato, ci cerca e ci cercherà sempre attraendoci a lui con “legami di bontà, con vincoli d’amore”. Continua Osea: “ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare” (Os 11,4).
Signore noi siamo dei cercati e ritrovati dal tuo amore. Noi possiamo perderci, smarrirci, cambiare direzione, ma nel tuo amore infinito ci verrai sempre a cercare. In questa giornata mondiale delle vocazioni facci rinnovare la fiducia nella tua misericordia creativa capace di generare novità in ogni vita.
#08maggio2022 #Cmv #Vangelodelladomenica