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Visita Pastorale 16 – 25 ottobre 2026

Conversando con il Vescovo Livio, in attesa di incontrarlo nella Visita Patorale di ottobre, abbiamo posto alcune domande per comprendere e prepararci al meglio a questo momento.
Attraverso le sue parole siamo chiamati a vivere un’attesa concreta e gioiosa

1- Banalmente, perché una visita pastorale…
Nasce dal servizio pastorale di un vescovo: visitare personalmente tutte le comunità e tessere il filo della comunione con tutte e fra tutte le parrocchie. Ogni 5 anni un vescovo deve visitare tutte le parrocchie. Mettersi in ascolto, condividere preoccupazioni e speranze e incoraggiare il cammino. Incontro le parrocchie unite già da qualche anno in Unità pastorali…

2- Come possiamo prepararci come UP Cappuccinini-San Paolo alla visita Pastorale…
Facendo bene e meglio quello che si sta facendo; fare il punto della situazione sociale, ecclesiale della popolazione del territorio; rispondere concretamente ad un questionario; prepararsi ad illustrare davanti a tutti e al vescovo la realtà vera della comunità cristiana e non solo.

3- Quale passo della Parola ci può aiutare per prepararci al meglio a questo incontro…
Penso che il mandato di Gesù al momento dell’ascensione e il riassunto della prima comunità cristiana secondo gli Atti degli Apostoli, possano servire come punto di riferimento. Importante anche leggere “Gli orientamenti pastorale 25-26” del vescovo; e rileggere, se possibile, il documento di sintesi del cammino sinodale

4- La sua presenza come Vescovo è molto presente ed attiva sia nella vita di fede della Diocesi che nella vita civile. Come concilia questi due ambiti. Fanno parte dello stesso ministero?
E come e quali le difficoltà incontrate…
Durante le visite pastorali (18 su 25), sono stati molto importanti gli incontri con i consigli pastorali, gli operatori pastorali (catechisti, animatori caritas, gruppi liturgici, associazioni, ministeri, diaconi e parroci innanzitutto. Insomma con la comunità cristiana viva e concreta. Ma sono molto importanti, per aver un quadro della sitazione e cogliere i rapporti di collaborazioni, e i luoghi di testimonianza cristiana: i consigli di quartiere, le scuole, le aziende, le associazioni e le cooperative, ecc…

5- Nelle visite pastorali della diocesi incontra molte persone, situazioni, ambiti, luoghi. Molti sono i credenti, tanti i non praticanti. Cosa vorrebbe dire agli uni e agli altri, o come vorrebbe vivere questi incontri…cosa si aspetta o cosa pensa si aspettino loro…
Prima di dire mi metto ad ascoltare. Quando arrivo, saluto e ascolto i rappresentanti di gruppi o singole persone. Solo alla fine dico qualcosa. Ricordo che tirerò le somme solo alla fine, non durante la messa conclusiva ma nella lettera finale che invio dopo qualche settimana… Vorrei dire che la comunità cristiana è a servizio della comunione, nella verità e nella giustizia, nella solidarietà e nella pace.

6- Quante energie – nei successi, nelle difficoltà – ci sono da mettere in gioco, dove e come si rigenera?
Posso contare sulle preghiere e il sostegno delle tante persone. Ricordo che nei mesi e settimane che precedono la visita, siete invitati a pregare in particolare con le parole di una preghiera proposta proprio per questa circostanza. Sono “caricato” dall’accoglienza che mi è stata riservata fino a questo momento. Sono consapevole che non è tanto alla mia persona, ma al messaggio che porto e rappresento…