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Via Crucis a San Paolo

Nell’ultimo anno le vite di tutte le persone del mondo sono state sconvolte da un evento di portata eccezionale: la quotidianità, i gesti, i ritmi, sono stati stravolti. Le nostre comunità stesse hanno vissuto momenti di grande difficoltà e timore. Il gruppo Via Crucis ha deciso di rimboccarsi le maniche anche quest’anno e trovare una nuova strada da percorrere – o meglio – la stessa strada percorsa da più di Duemila anni con una diversa e inedita modalità.

La spiritualità di ognuno di noi non deve arrendersi alle vicende negative che segnano i nostri tempi, anzi! Il senso spirituale divino dell’uomo è fondamentale per affrontare le difficoltà della vita senza soccombere. Se non possiamo cambiare la pandemia, possiamo però trovare un modo di viverla in modo diverso.

La Via Crucis di quest’anno sarà caratterizzata dall’enciclica “Fratelli Tutti”, i cui estratti saranno cornice alle stazioni. Si è scelto questo tema proprio per la capacità delle parole di Papa Francesco di concretizzare nell’attualità il messaggio della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.

Ci si troverà in chiesa (a San Paolo) e contemporaneamente verrà trasmesso in streaming (sul canale Youtube dell’unità pastorale San Paolo – Cappuccinini) Domenica 28 Marzo alle 20.30 affinché possa esserci la possibilità di vivere comunque il momento in Comunità, anche se in gruppi ridotti.

Per ovvie ragioni non potranno esserci le decine di figuranti come gli scorsi anni, ma abbiamo la certezza che, chi ha partecipato negli anni a questa Via Crucis – attivamente o in preghiera nel corteo – potrà rivivere nel cuore le emozioni provate negli scorsi anni e pregare insieme affinché si possa ritornare alla normalità della vita comunitaria.

Vi è la consapevolezza che “non potrà essere la stessa cosa”: sarà diversa senza dubbio, ma vuole essere un’opportunità di incoraggiare il sentimento di andare oltre al lamentarsi di ciò che la pandemia ci ha tolto e concentrarci su ciò che si può (e si deve) fare.
Papa Francesco ci ricorda che “peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”.

Ripartiamo da qui come Cristiani e come Chiesa.

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