Sabato 7 marzo, le mura del Teatro Don Bosco della parrocchia dei Cappuccinini hanno vibrato di un’energia speciale. Non si è trattato di una semplice lezione di catechismo, ma di un vero e proprio incontro con la modernità della fede: un pomeriggio dedicato a far conoscere San Carlo Acutis alle nuove generazioni e alle loro famiglie.
A narrare l’incredibile vita di Carlo è stata Raffaela Cesaro, amica di famiglia degli Acutis, che ha saputo trasmettere con profonda emozione il carisma di un giovane che ha saputo rendere “straordinaria” la sua normalità. Davanti a una platea attenta di circa 30 bambini di seconda elementare dell’Unità Pastorale San Paolo e Cappuccinini, accompagnati dai loro genitori e catechisti, la figura di Carlo è emersa in tutta la sua freschezza: un ragazzo appassionato di computer, videogiochi e sport, ma con il cuore costantemente rivolto verso il Cielo.
”L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo” — questo il motto di Carlo che ha risuonato nel teatro, ricordando a grandi e piccoli che la santità non è un traguardo lontano, ma un cammino quotidiano fatto di amore e semplicità.
L’entusiasmo è stato contagioso. La partecipazione dei bambini è stata così viva da trasformare la parte finale dell’incontro in una sorta di “tempo supplementare”: una pioggia di domande e curiosità rivolte a Raffaela, segno che la testimonianza di questo “santo in felpa e sneakers” ha fatto breccia nei cuori dei più piccoli, rendendo la fede un argomento vicino alla loro realtà.
A conclusione del pomeriggio, in un clima di raccolta preghiera, è stata distribuita a ogni bambino l’immagine del giovane santo. Recitando insieme la sua preghiera, la comunità ha affidato a Carlo il cammino di crescita di questi ragazzi, con la speranza che possano, come lui, scoprire la propria originalità e non vivere come “fotocopie”.
Un incontro che ha lasciato il segno, dimostrando che San Carlo Acutis continua, ancora oggi, a navigare nel web dei cuori di chiunque cerchi una luce di speranza.
[D. Zattini]