L’incontro di preghiera dell’Unità Pastorale San Paolo – Cappuccinini della sera di mercoledì 8 aprile, non è stato solo un momento liturgico, ma un vero itinerario dell’anima. Ispirandosi al brano evangelico delle Nozze di Cana, la comunità ha vissuto il “passaggio” dalla mancanza (il vino che finisce) alla sovrabbondanza della Grazia, declinando questo miracolo nel bisogno urgente di pace che attanaglia il mondo e il cuore di ciascuno.
Il percorso di preghiera si è snodato attraverso tre gesti simbolici che hanno trasformato la preghiera in azione concreta: Accendiamo la Pace (La Consapevolezza).
Proprio come Maria si accorge che “non hanno più vino”, la comunità ha posato lo sguardo sulle ferite del mondo. L’accensione dei lumini non è stata solo un gesto estetico, ma un atto di intercessione consapevole: ogni fiammella ha dato voce a una delle venti situazioni di conflitto attualmente in corso nel mondo, strappandole dall’oscurità dell’indifferenza.
“Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Seguendo l’invito di Maria, ogni partecipante è stato chiamato a riempire le proprie “giare” vuote. Offrire un proposito di bene ha significato assumersi la responsabilità che la pace non è un dono che piove dall’alto, ma un impegno quotidiano fatto di perdono, pazienza e gesti di prossimità.

La serata ha dimostrato che la spiritualità cristiana non è disincarnata. Il “Ristoro”, infatti, si è compiuto in tutti i sensi:
Nello Spirito: Attraverso l’ascolto della Parola e il silenzio meditativo che ha rigenerato la mente dai rumori del quotidiano.
Con il momento conviviale presso l’oratorio. La cena condivisa è diventata il prolungamento naturale della preghiera, dove il “vino buono” della fraternità ha riscaldato i cuori.
Se alle Nozze di Cana l’acqua è diventata vino, in questa serata la preghiera è diventata speranza tangibile. La partecipazione numerosa testimonia quanto sia forte il desiderio di trovare oasi di pace in un mondo frammentato. L’Unità Pastorale San Paolo – Cappuccinini si conferma così una famiglia di famiglie, capace di prendersi cura dell’uomo nella sua interezza.
[D. Zattini]

