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Tempo di Avvento – 16-12-2023

“CERCHIAMO”

Preghiera di Adorazione

Signore Gesù, che hai promesso di essere con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo, che ci hai dato il segno della tua presenza nel pane eucaristico, fa che io creda in te, che ti ami, e che ti cerchi, amico fedele dei miei giorni! Vinci le mie paure e i miei dubbi e donami la gioia di esserti amico.

Invocazione allo Spirito Santo

Spirito che aleggi sulle acque, calma in noi le dissonanze, i flutti inquieti, il rumore delle parole, i turbini di vanità, e fa sorgere nel silenzio la Parola che ci ricrea.
Spirito che in un sospiro sussurri al nostro spirito il Nome del Padre, vieni a radunare tutti i nostri desideri, falli crescere in fascio di luce che sia risposta alla tua luce, la Parola del Giorno nuovo. Spirito di Dio, linfa d’amore dell’albero immenso su cui ci innesti, che tutti i nostri fratelli ci appaiano come un dono nel grande Corpo in cui matura la Parola di comunione.
Amen.

Ascoltiamo la Parola
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 1, 6-8.19-28)
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: “Tu, chi sei?”. Egli confessò e non negò. Confessò: “Io non sono il Cristo”. Allora gli chiesero: “Chi sei, dunque? Sei tu Elia?”. “Non lo sono”, disse. “Sei tu il profeta?”.
“No”, rispose. Gli dissero allora: “Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?”. Rispose: “Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia”. Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: “Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?”. Giovanni rispose loro: “Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo”. Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Meditiamo la Parola
Il vangelo di oggi ci presenta nuovamente la figura di Giovanni Battista mandato da Dio per essere testimone, per dare testimonianza. Ma chi è il testimone?Talvolta il testimone può essere una persona solo passiva, uno che semplicemente ha visto qualcosa. Non è il caso di Giovanni. Egli è venuto per dare testimonianza, perché tutti credano per mezzo di lui. La sua testimonianza è attiva, lo mette in gioco. La sua vita non è una fotocopia della vita di tutti gli altri. E’ un personaggio particolare, che con la sua vita rimanda a qualcun altro, fa sì che le persone che si mettono in fila davanti a lui possano poi incamminarsi, seguire il cammino di conversione verso Colui al quale Giovanni Battista non si sente degno di slegare il laccio dei sandali. Giovanni Battista apre ad un oltre, il battesimo nell’acqua dice desiderio di conversione, possibilità di salvezza anche per coloro che pensano che per loro non sia possibile, che non ci sia più nulla da fare. Non è Giovanni a perdonare, è Dio che lo fa. Giovanni, semplicemente si fa vicino, dice, testimonia un Dio che si fa vicino, un Dio che non scappa e non ha paura del male né tanto meno disprezza i peccatori ma addirittura li cerca. La vita schiacciata dal male e dal peccato non è destinata a soccombere ma può essere salvata. Può avere un futuro. E così germoglia la speranza, fiorisce la vita, rinasce la gioia.

Domande per riflettere

  • Riesco a stare vicino a chi si sente solo o in difficoltà oppure cerco di scappare a mia volta?
  • Quando sono in difficoltà riconosco in chi mi sta accanto la presenza del Signore?
  • Quando sento che il mio entusiasmo di vivere, le mie certezze si annebbiano, ricorro alla preghiera per trovare un aiuto?
  • Tempo di riflessione e adorazione personale

Per ascoltare la Parola del Signore dobbiamo raggiungere la quiete e la pace sia fuori che dentro di noi. “Stare seduti” è la posizione di chi è “tutto orecchi” per ascoltare un messaggio importante, di chi ascolta con calma e attenzione. Il discepolo sta seduto per essere più concentrato nell’ascolto del maestro. Nella nostra preghiera personale stiamo seduti in modo composto per trovare una posizione raccolta e dialogare meglio con il Signore.

Signore vieni di notte, ma nel nostro cuore è sempre notte: e dunque Tu nasci ancora.
Signore vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque Tu nasci ancora.
Signore vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque Tu nasci sempre.
Signore vieni , figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e dunque Tu nasci ancora.
Signore vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e dunque Tu nasci ancora.
Signore vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti: e dunque Tu nasci ancora.
Signore vieni Tu che ci ami: ma nessuno è in comunione col fratello se prima non è con te e dunque Tu nasci ancora.
Signore noi siamo tutti lontani, smarriti, né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo e dunque Tu vieni ancora.

Preghiera personale
Signore, ti ringraziamo perché il tuo amore ha superato ogni ostacolo, perché ti sei fatto vicino a ciascuno di noi e non hai avuto paure delle nostre incoerenze e dei nostri no. Aiutaci ad essere tuoi testimoni, testimoni di futuro, di perdono, di speranza anche quando ci sembra di essere soli. Rendici nel mondo portatori di gioia, di quella gioia che viene da te.
Amen.

E con immensa fiducia ti diciamo: Padre Nostro.