Ottobre 18, 2021

Tralci di Te…

Gv 15,1-8

Gesù risorto continua ad abituarci alla sua presenza e, con la forza del suo Spirito, ci trasforma pian piano in persone risorte. Domenica scorsa ci ha ‘mostrato’ che un amore più forte della morte è quello del buon pastore che dà vita per le sue pecore. Che non le usa come il mercenario, ma le ama fino alla fine.

Oggi ci consegna un’altra immagine, quella della vite e i tralci. Lui è la vite e noi i tralci. Il Padre il vignaiolo. E meno male. Se fossimo noi la vite… si salvi chi può, invece la vite e Lui e, rimanendo in Lui, i frutti li possiamo dare davvero. Spesso infatti siamo un pò preoccupati di dare noi i frutti come se questi dipendessero solo dalle nostre risorse. E constatando la nostra fiacca in tempi come questi ci potremmo sentire frustrati. Noi invece siamo i tralci. Solo i tranci. E per dare i frutti di amore, di fraternità, di servizio ci basta rimanere in lui.

Il verbo rimanere nel vangelo di Giovanni ha un significato gigantesco. È il verbo con il quale si racconta la relazione tra Gesù e il Padre. Gesù rimane nel Padre e anche in noi. A noi ‘basta’ rimanere in Lui e, attraverso le ramificazioni del suo corpo, possiamo attingere alla linfa dello Spirito e per miracolo spuntano gli acini, si forma il grappolo e diventa gustoso. Senza questa ‘energia’ dello Spirito tutto diventerebbe sforzo, volontà, misura. Con lo Spirito, invece, tutto diventa restituzione di ciò che abbondantemente abbiamo ricevuto. Per rimanere in Lui è ‘sufficiente’ lasciare che il nostro cuore resti nel suo con il pensiero, il desiderio di incontrarlo, di conoscerlo sempre di più. E poi occorre lasciare che le sue parole rimangano in noi facendo spazio al Vangelo nella nostra vita.

Domenica scorsa abbiamo celebrato di nuovo in presenza dopo mesi di lockdown. Durante i canti vedevo la gente lodare Dio e invocarlo con una fiducia infinita. Nonostante le chiese chiuse il cuore è rimasto nel Signore, lo ha cercato, lo ha pregato e finalmente lo poteva ‘riabbracciare’. Il momento più forte è stato quando sono passato con Gesù eucaristia in mezzo ai corridoi della chiesa. Non è facile descrivere gli occhi, i volti di adulti e bambini che, inginocchiati, adoravano e celebravano il Signore Risorto che rimane tra la sua gente. Mi pareva davvero di percepirci dentro quell’unica vite dove noi siamo tralci di Lui.

Signore spesso ci sentiamo soli, spossati e non riusciamo a dare frutto. Manda su di noi il tuo Spirito e facci sentire tralci della tua vigna. Rimanendo in te anche noi potremmo portare felicità e amore in un mondo che li attende.
#02maggio2021 #Cmv #Vangelodelladomenica


Condividi su facebook
Facebook
Condividi su telegram
Telegram
Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

error: Content is protected !!