9 Gennaio 2022

Siamo il sorriso di Dio!

Lc 3,15-16.21-22

La consolazione del popolo esiliato verrà dalla sua liberazione. Dio scenderà e lo libererà: “Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede” (Is 40,10). Ma la potenza di Dio è la condivisione, il diventare come l’amato.

E’ vero, non c’è amore se non si giunge a voler prendere il posto dell’altro, se non ci si mette nei suoi panni, se non si sperimenta ciò che l’altro vive. Con Dio non potremmo mai dire: ‘tu non sai cosa significhi’ perché Gesù si è fatto battezzare e, in fila con i peccatori, ha accettato di mettersi dentro alla situazione di chi non ha corrisposto alla propria vocazione, alla vita offerta da Dio. E non l’ha fatto per finta.

Dentro questa situazione però, uno con chi ha sbagliato, ode la parola del Padre e riceve lo Spirito: “Tu sei il mio figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Immerso nell’acqua dei fallimenti Gesù sente su di sé l’amore del Padre, comprende, conosce di essere destinatario del suo amore eterno e soprattutto della sua gioia.

Sì, quando Dio ci guarda non lo fa maledicendo il giorno in cui siamo nati, ma sorride di gioia e non perché siamo bravi, facciamo bene le cose, ma perché ci siamo. Punto.

Nel giorno del battesimo di Gesù anche noi possiamo entrare nelle acque dei nostri fallimenti, senza nasconderci, e invocando lo Spirito, udire quella voce e soprattutto sentirci addosso quello sguardo.

Signore anche noi ci nascondiamo dal tuo sguardo perché lo pensiamo sospettoso, deluso, diffidente. Tu invece ci guardi compiaciuto… perché ci ami. Come scrive s. Teresa di Lisieux: ‘Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini per sempre manterrei la stessa fiducia, poichè so che questa moltitudine di offese non è che goccia d’acqua in un braciere ardente… O se potessi aver un cuore ardente d’amore [verso te] che resti il mio sostegno, [che] non m’abbandoni mai, che ami tutto in me persino la mia debolezza, e non mi lasci mai nè il giorno, nè la notte’.
#09gennaio2022 #Cmv #Vangelodelladomenica

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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