21 Marzo, 2021

Pur di amare fino alla fine…

Gv 12,20-33

Il profeta Geremia nella prima lettura ci racconta di un’alleanza violata. Dio aveva preso per mano il popolo d’Israele e lo aveva portato fuori dall’Egitto. Attraverso quella strada fatta insieme, il popolo aveva imparato l’arte dell’andare con Dio: i com-andamenti. Però si comportava come quei bambini al parco che, appena fuggono dalla mano dei genitori, si ficcano nei problemi e si fanno male.
Per questa sfiducia del Popolo la prima alleanza fallisce e, per questo, è necessario ricominciare un’altra storia, differente, su nuove fondamenta. E Dio si rimette al lavoro. Nel suo amore paziente pensa una cosa: ‘se metto la mia legge dentro il loro cuore allora gli uomini non l’ascolteranno più pensando sia un’imposizione esterna, ma come il corrispondere alla propria vita, l’abbracciare la propria missione, la propria felicità’. E così fu. Eppure dopo un pò, anche in questo modo, il popolo non riesce ad esser fedele. Conosce la sua missione, sa che sarebbe bene per la propria vita fare una cosa o l’altra, ma non riesce a vivere l’amore fino in fondo.
Quante volte anche noi tradiamo la nostra autenticità svendendoci alle paure, ai sensi di colpa o alle pretese distorte di noi!
Come fare allora?
Ecco il vangelo, nel quale Gesù ci è presentato come colui che si fida così tanto della parola del Padre da divenire la sua gloria, cioè la sua presenza concretissima nella storia. E accade che, mentre si prepara la festa di Pasqua, a Gerusalemme arriva un gruppo di Greci che vogliono adorare Dio e conoscere Gesù. Sì, per adorare Dio e conoscerlo occorre incontrare Gesù, e Gesù sa di questa possibilità della sua vita. Sa che può raccontare fino in fondo l’amore del Padre per il mondo, ma potrebbe anche essere libero di giocare al ribasso. Detto altrimenti, per lui non era un obbligo amare il cieco nato ridandogli la vista, non era un obbligo perdonare l’adultera, rimettere in piedi il paralitico, ridare vita a Lazzaro. Non era un obbligo, ma un’assunzione responsabile e felice della sua identità di Figlio. E poco importa se per amare fino alla fine ciascuno di loro si è messo nei guai. Per ciascuno di loro ‘ne valeva la pena’ perché per Gesù ciascuno di loro era prezioso e la loro felicità dentro la sua.
Ecco il senso dell’immagine del chicco di grano che cade a terra e muore per dare frutto. Non si tratta dell’elogio alla sofferenza tanto per fare, ma la prospettiva dell’amore di Dio per il quale non ha davvero senso soffrire per soffrire, ma se per amare chi si ama serve farlo allora è la ‘cosa più bella del mondo’ e il principio della nuova Alleanza di cui Gesù è testimone vero e definitivo.
Signore quante volte facciamo della vita di fede un luogo di sofferenza e tristezza senza amore condannandoci a soffrire e rattristarci senza senso. Gesù, testimone della Nuova Alleanza, invoca per noi lo Spirito affinché ci aiuti a vivere l’amore bello e felice che hai vissuto tu, quello che, pur di stare a fianco di chi si ama, è disposto anche a soffrire.
#Vangelodelladomenica #21marzo2021 #Cmv

Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.