Ottobre 24, 2021

Missionari della compassione

Mc 10,46-52

La Giornata Missionaria Mondiale quest’anno ha il colore della compassione. Nel giorno nel quale tutta la chiesa è invitata a riscoprire la propria vocazione missionaria insita nel battesimo siamo invitati da Papa Francesco ad avere fiducia nelle nostre capacità. Perché alla missione basta solo un po’ di compassione.

Lo dico forte di alcune esperienze vissute recentemente e una ancora in atto da vari di noi. Attività che hanno come centro la visita alle famiglie nelle case. Una nostra sorella sposata si è aggiunta all’equipe molto timorosa e preoccupata di ‘non essere all’altezza’ di una così grande responsabilità. Eppure è tornata con il volto raggiante e non smette, lei timidissima, di raccontare ciò che il Signore ha operato nella sua timidezza e paura di incontrare le persone.

Davvero alla missione “basta poco”, o meglio serve solo l’essenziale: “aver incontrato l’Amore di Gesù” e condividerlo con grande semplicità e fraternità. Per questo nel vangelo di questa domenica si racconta di Bartimeo: un cieco mendicante sulla strada che esce da Gerico. La città più bassa del mondo, a circa 280 m sotto il livello del mare, città che può rappresentare le nostre bassezze, i nostri luoghi più reconditi. E Gesù passa.

Questo cieco grida una preghiera stupenda: “Gesù figlio di Davide, abbi pietà di me”, preghiera che neppure chi aveva la vista buona riusciva a fare perché davvero “non si vede bene che con il cuore” (Piccolo Principe). E cosa fa la comunità cristiana che pensa di sapere cose su Gesù? Lo mette a tacere. Incredibile.

Quel mendicante cieco è zittito dai discepoli che pensano che il grido del povero disturbi Dio quando, lo sappiamo dall’Esodo, è ciò che infiamma il suo cuore di tenerezza e passione e lo fa scendere per liberarlo (cf. Es 3,7-8). Confidando nella capacità di compassione di Gesù, più che dei suoi discepoli, Bartimeo non si risparmia e continua a gridare. Grida la sua disperazione e la sua fede. Gesù si ferma. Stupendo. Dio si ferma all’udire il nostro dolore. Non tira dritto come il sacerdote e il levita della parabola di Luca (cf. Lc 10) ma si fa prossimo e chiede ai suoi di andarlo a chiamare. Cioè di offrirgli tutto l’amore di Dio, quell’amore che rimette in piedi: “coraggio, alzati, Lui ti chiama”. Cioè: ‘Dio ti ama, ti chiama e tu ora sei suo figlio. Stai in piedi, risuscita, vivi la vita nuova del vangelo’. E Bartimeo getta tutto e segue Gesù diventando un nuovo discepolo missionario dell’amore.

In questo giorno tutti noi siamo chiamati a mettere il nostro poco in mano a Gesù perché ci faccia discepoli missionari. Basta sapersi fermare al grido dei poveri, degli altri, e non aver paura di entrare nelle case del dolore mostrando interesse e disponibilità a prendersi cura (cf. Lc 10,5-10). La missione infatti non è per ‘addetti ai lavori’ ma per chi, sentendosi amato di misericordia, sa semplicemente restituire questo sguardo di speranza sulla propria vita.

E’ questo sguardo nuovo su se stessi, sul mondo e sulle cose che “rompe ogni determinismo e, a coloro che si lasciano toccare, dona la libertà e l’audacia necessarie per alzarsi in piedi e cercare con creatività tutti i modi possibili di vivere la compassione, “sacramentale” della vicinanza di Dio a noi che non abbandona nessuno ai bordi della strada” (Papa Francesco – Messaggio per la GMM 2021).

Signore converti i nostri cuori e fa che non mettiamo a tacere il grido dei poveri ma sappiamo fermarci come hai fatto tu che hai creato uno spazio di incontro e di misericordia. Così sapremo diventare ‘sacramento’ della tua compassione, del tuo amore esagerato per tutti gli uomini del mondo.
#24ottobre2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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