14 Marzo, 2021

L’amore che vince perdendo…

Gv 3,14-21

Domenica scorsa Gesù è entrato nel nostro tempio di compravendite con Dio e vi ha cacciato i venditori del dare-avere e i cambiavalute che ci chiedono di comprare l’amore. Oggi invece pare che quel tempio sia davvero da distruggere. Per il nostro bene. E per capirlo ho bisogno di appellarmi alla vita di questi giorni. Mi chiama un’amica per chiedermi un parere. In sintesi mi domanda: ‘quale salvezza porta Dio se poi le cose non cambiano mai? se dopo tempo e forze dedicate a prendersi cura poi le persone ricadono nello stesso buco?’.  Due giorni prima una giovane mi mette al muro con la stessa questione chiedendomi: ‘in questo tempo vorrei aiutare qualcuno ma ho l’impressione di non saperlo fare e mi scoccia accorgermi che, nonostante ce la metta tutta, le cose non cambino’.

Nella prima lettura, tratta dal Secondo Libro delle Cronache, si racconta della distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera di Nabucodonosor. Un fatto tragico per il popolo d’Israele che però, con grande sorpresa, assiste alla sua ricostruzione ad opera di un altro re straniero: Ciro. Incredibile: Dio non butta via nulla delle nostre vite, e anche se distrugge un tempio, poi, per vie insperate, ne ricostruisce un altro più vero e più autentico. Un tempio nuovo dove si vive di misericordia perché si sperimenta un amore immeritato, gratuito, che ci avvolge non quando facciamo le cose perfettine, ma quando abitiamo nell’errore, quando ci ficchiamo in luoghi bui e ci abituiamo all’assenza della luce.

Dio, in Gesù crocifisso, ci racconta un amore così. Amore che Nicodemo fa fatica ad accettare perché è abituato al ‘dare-avere’ con il Dio del primo tempio. Per questo deve rinascere dall’alto. Deve rinascere dall’alto di quella croce dove, Gesù sconfitto vince. Come Nicodemo tutti noi vorremmo che Dio e il nostro amore vincessero senza perdere, ma solo un amore sconfitto può amare davvero gli ‘sconfitti’ e le nostre sconfitte. Solo un amore disposto a perdere può amarci quando spesso cadiamo, quando spesso perdiamo. E allora possiamo continuare ad amare anche se il nostro amore pare ‘non serva a nulla’ perché spesso l’amore non cambia i fatti o la storia, ma ci ricorda che nella caduta e nella sconfitta non siamo soli. Potrà sembrare troppo poco, ma se soffrire soli è l’inferno, soffrire con qualcuno è l’anticamera del cielo.

Signore spesso non vogliamo perdere e non crediamo che il tuo Amore ci raggiunga nelle nostre sconfitte. Eppure tu sei il Dio che vince perdendo e il tuo amore sconfitto è l’unico che ci porta a dare senso alle nostre sconfitte e ai nostri poveri amori. Solo così potremmo continuare ad amare nello stile di quella chiesa povera per i poveri, ‘sconfitta con gli sconfitti’, tanto desiderata da Papa Francesco.
#Vangelodelladomenica Gv 3,14-21 #14marzo2021 #Cmv

Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.