13 Dicembre, 2020

La gioia del Signore

Gv 1,6-8.19-28

L’avvento è un tempo nel quale attendiamo la venuta di Dio. Venuta che instaurerà i cieli nuovi e la terra nuova dove abiteranno la giustizia, la salute, la libertà, la fraternità e la pace. Per questa ragione, al fine di vivere bene questo tempo liturgico, abbiamo bisogno di una comunione stretta con i poveri, i deboli, i malati, con coloro che attendono davvero che qualcosa accada davvero nella loro vita e nella vita del mondo. Noi cristiani – diceva il grande Padre Basilio di Cesarea – siamo coloro che vivono nell’attesa del Signore: un’attesa decisa e gioiosa.

Domanda: ‘ma è possibile attendere i cieli nuovi e la terra nuova nella gioia pur vivendo in mezzo alle fatiche, alle sofferenze e alle mille cose che non vanno?’

Risposta: ‘sì, se impariamo a vivere come l’inviato della prima lettura e come Giovanni Battista.’

L’inviato della prima lettura era stato chiamato quando il popolo d’Israele si trovava in esilio e stava sperimentando l’umiliazione della schiavitù in terra straniera. Dio lo aveva chiamato in mezzo a quella situazione e gli aveva chiesto di prendersi cura degli altri. Così facendo egli aveva sperimentato una ‘strana gioia’, quella del Signore tanto da raccontarci: “Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il mantello della giustizia…”. Sì, nel mezzo alle fatiche della vita, la gioia del Signore fiorisce quando rispondiamo alla chiamata di Dio a prenderci cura degli altri: “Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore”. Giovanni Battista, come l’inviato della prima lettura, è l’unto del Signore per aiutare il popolo a trovare la luce di Dio in mezzo alle tenebre e le fatiche della vita. Egli accetta la chiamata di Dio e va nel deserto per rianimare quel popolo alla speranza, per aiutarlo a ritrovare la via dell’autenticità e della libertà.

Possiamo dunque dire che Giovanni Battista non è quell’uomo triste che tutti noi immaginiamo, ma un uomo profondamente vero, libero dagli sguardi altrui – come ci testimoniano il suo look e menù – capace di far nascere libertà e verità nel cuore degli altri. Giovanni per questo era un uomo profondamente felice, profondamente radicato nel Signore e per questo capace di attrarre tante persone che si recavano da lui da tutto Israele. Una cosa però va detta. Egli sapeva bene di non essere la risposta alla salvezza del popolo e per questo non ruba la scena a Gesù ma la prepara. E’ infatti lui il vero Elia, il vero Messia e Profeta.
Signore fa che nei deserti della vita sappiamo rispondere alla chiamata di Dio a prenderci cura della sofferenza dei poveri, e nella condivisione con loro sperimenteremo la gioia dell’avvento di cieli nuovi e terra nuova.
#13dicembre2020 #Cmv

Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.