10 Gennaio, 2021

Immergersi nelle acque dell’altro…

Mc 1,7-11

#Vangelodelgiorno #battesimo
In questo giorno facciamo memoria del battesimo di Gesù. Si tratta di un evento speciale che segna un punto di non ritorno nella sua vita e missione. Ma questo fatto ha sempre generato un certo scandalo tra i discepoli. Come il fatto della Croce. Perché tutti noi vorremmo seguire un Dio forte, grande, perfetto, chiaro, lineare, mentre ci vergogniamo di un Dio che si mette in fila con i peccatori per lasciarsi immergere nelle acque del Giordano dal Battista. Non è un caso che, dopo Marco, gli altri evangelisti diano sempre meno spazio a questo racconto. Infatti il battesimo di Giovanni aiutava le persone a immergersi nella propria verità riconoscendo le proprie mancanze, le proprie debolezze rispetto alla propria vita e missione. Dentro quelle acque si deponeva il fardello dei propri peccati e si decideva di cambiare vita.

Domanda: Gesù perché si è fatto battezzare? Aveva bisogno di chiedere perdono? Eppure è proprio durante il battesimo che si ode vigorosa la voce del Padre: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

Dunque, se vogliamo comprendere la missione di Gesù, dobbiamo comprendere bene questo momento. Ci facciamo aiutare da un racconto riportato nel libro degli Atti al cap. 8. Filippo è uno dei diaconi che dopo la morte di Stefano finisce ad Antiochia e con il suo annuncio dà vita a una grande comunità. Dio a un certo punto gli chiede di andare lungo la strada che discende da Gerusalemme a Gaza. Lui va e incontra un ricco eunuco sul carro della regina di Etiopia. Si mette in ascolto delle sue domande e poi gli annuncia l’amore di Dio in Gesù. Un amore disposto ad abitare le nostre fatiche, le nostre “acque sporche”. E mentre passano vicino a un laghetto o fiume l’eunuco domanda a Filippo: “Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?” (At 8,36). A questo punto ci si presenta una scena bellissima: “L’eunuco fece fermare il carro e scesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò” (At 8,38). Filippo entra nell’acqua con l’eunuco, si immerge nella sua vita, nelle sue sofferenze, difficoltà, ricerche, aneliti e da quella posizione celebra il sacramento della vita nuova. Gesù chiede a tutti i suoi discepoli di andare e battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (cf. Mt 28,19-20). Attenzione: non si tratta solo un rito ma di proporre un’esperienza di quell’amore unico, specialissimo.

Quell’amore di un Dio disposto a scendere con noi nelle nostre acque sporche per fare a metà di tutto, per tenerci la mano e sostenerci quando anche a noi sembra impossibile che qualcuno resti al nostro fianco. Alla luce di questo vangelo sono ancora più chiare le parole di Papa Francesco che nella Evangelii Gaudium afferma: “preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze” (EG 49).
Signore in questo giorno del battesimo di Gesù ti chiediamo di aiutarci a immergere la nostra vita nella vita dei poveri, degli esclusi perché anche noi possiamo ascoltare la voce del Padre che ci dice: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.
#09gennaio2021 #Cmv

Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.