Aprile 11, 2021

Fai sul serio con la Pasqua!

Gv 20,19-31

Siamo ancora nel grande giorno della Pasqua, così denso da aver bisogno di otto giorni per essere ‘sfiorato’ e vissuto e ci addentriamo nel tempo pasquale per imparare a vivere con il Risorto. Alle volte ho come l’impressione che arrivata Pasqua tutto si risolva.

La quaresima ci ha preparato, pasqua è arrivata e siamo a posto. Mentre se la quaresima è come il tempo di gestazione di un parto e il triduo i giorni dolorosi e felicissimi della nascita, il tempo pasquale è il tempo nel quale si impara a vivere insieme al Signore come una madre deve conoscere e abituarsi a vivere una nuova relazione con il nuovo nato. E la chiesa dispone 40 giorni per la quaresima e 50 per la pasqua a dirci quanto abbiamo bisogno di vivere appieno questo tempo speciale.

Il vangelo di oggi ci propone l’incontro di Gesù con la sua comunità spaventata. Faccio notare che nel IV° vangelo Gesù è già apparso a Maria Maddalena, mentre Pietro e Giovanni hanno visitato il sepolcro vuoto (cf. Gv 20,1-18).

Eppure nessuno crede. Povera Pasqua!

Davvero la Pasqua è una realtà fragile e povera come l’amore che non si impone, che è presentissima ma senza invadere né esigere. Gesù entra nella comunità dalle porte chiuse e non rimprovera nessuno. Entra e porta solo la pace: “pace a voi!”. E ai suoi senza ostentare, ma con grande pudore, mostra i segni dell’amore, le ferite dei chiodi, quasi a ripetere come dalla croce: “per amare te sono andato in capo al mondo…”.

Poi quasi un assurdo. Alla sua comunità chiusa, debole, povera, Gesù rinnova la sua fiducia: “come il Padre ha mandato me, così io mando voi”. Incredibile! Chiede alla sua comunità di partire, di andare per il mondo a distribuire l’amore del cielo… che si chiama perdono. E consegna questo ‘potere’ a una comunità povera, fragile, spaventata perché non sia arrogante, ma amica, sorella, compagna di cadute e di rinascite.

Il giorno di Pasqua ho conosciuto la sig.ra Delva. Ha vissuto 40 anni schiava dell’alcol e ora è una testimone dell’amore di Dio tra gli alcolisti. Ci raccontava come il Signore le ha cambiato la vita e con i suoi occhi fermi e decisi era come ci dicesse: ‘lasciatevi abbracciare anche voi dalla forza della Pasqua… a me ha stravolto la vita… può farlo anche con voi!’.

Signore tu vieni dentro le nostre chiusure e fallimenti. Manda su di noi il tuo Spirito perché sappiamo divenire testimoni dell’amore di pasqua, quell’amore più forte della morte e contemporaneamente fragile, umile e soprattutto misericordioso.
#11aprile2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su telegram
Telegram
Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

error: Content is protected !!