12 Dicembre 2021

Dio è vicino: rallegrati!

Lc 3,10-18

E così, una candela dopo l’altra… e siamo arrivati alla terza domenica di avvento.

Che bello questo segno della ‘corona’ di avvento che segna il tempo che danza con il grido dell’umanità: ‘vieni Signore, non tardare, fai presto, maranatha’. E Lui viene. Come il buon pastore ci viene a cercare laddove siamo. Non aspetta che noi andiamo. Viene. Per questo anche i paramenti liturgici rosa, e non viola, vorrebbero esprimere la gioia della sua vicinanza.

Così la prima lettura: “Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!… Re d’Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura”. Al popolo che sta soffrendo in esilio in terra straniera Dio ricorda: ‘Non avere paura, io sto con te, la tua sofferenza è la mia, le tue lacrime le mie, la tua speranza un mio desiderio profondo’. E allora riconosciamo che Dio ci salva dentro le nostre esistenze, penetrandole di Luce, di speranza, di comunione: “io sto con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Per questo possiamo rallegrarci come ci invita il salmo responsoriale: “Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele”.

Ma attenzione. Questa gioia non è solo un sentimento interiore, ma una forza che nasce da Dio, entra dentro di noi e poi ci rende capaci di abitare le situazioni del mondo. Sì, Dio sta con noi perché noi sappiamo vivere e comprometterci con la storia. Per questo San Paolo ai Filippesi scrive: “Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!”. Cioè: ‘la vostra gioia diventi amore reciproco. Sia questa la testimonianza della venuta del Signore’. In tal modo la gioia cristiana diventa stile di amore, di comunione con tutti, partecipazione alle loro gioie e sofferenze come ci ricorda la Gaudium et Spes: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore… Perciò la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia” (GS 1).

Infatti è la gioia che ci rende capaci di condividere la tunica con chi non ne ha, spezzare il nostro pane con chi ha fame, lavorare per la giustizia, cacciare la corruzione, fare il nostro lavoro senza cercare i nostri interessi come racconta Giovanni Battista alle folle. Anzi, noi cristiani che abbiamo ricevuto il dono di immergerci nell’amore di Dio attraverso le acque del battesimo e il fuoco della pentecoste, siamo ‘capaci’ di vivere una comunione e una condivisione speciale, ‘esagerata’, quasi ‘stolta’… (cf. 1Cor 1,18-25) per raccontare con le nostre vite la gioia dell’amore di Dio per tutti.

Signore donaci la gioia di scoprirci davvero amati e fa che questa diventi segno di amore per gli altri. Così potremmo essere un piccolo segno del tuo grande amore fatto… carne…
#12dicembre2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

 

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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