5 Dicembre 2021

Dio ci riporta a casa…

Lc 3,1-6

Il Signore sta per venire e la comunità dei discepoli missionari lo invoca: “vieni Gesù, maranatha, abbiamo bisogno di te”. E lui, come il buon pastore, lascia tutto e si mette a cercarci. Le nostre grida non sono vane, si sommano alle sue che continuano a dire: “dove sei mia amata? dove sei? ti cerco. Sono qui, non aver paura. Arrivo. Arrivo presto”. Mentre cammina giunge al deserto, un luogo senza vita, un luogo pieno di pericoli. E per un attimo pensa: ‘vado? entro?’. La risposta è dettata dall’amore: vengo. Infatti: “ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5,7-8) e “siamo stati pagati a caro prezzo” (1Cor 4,20).

Dio viene dentro i nostri deserti faticosi e bui e ci chiama. Nella prima lettura Gerusalemme è invitata a deporre l’abito di lutto per indossare l’abito di festa. I suoi figli infatti, grazie alla voce di Dio, dopo l’esilio finalmente si ritrovano e iniziano a tornare. E tornano non come perdenti e falliti ma “in trionfo come sopra un trono regale”. Alla loro vista tutti si inginocchiano e anche la natura mostra la sua riverenza.

Mi pare di leggere tra le righe il ritorno del Figlio minore di Luca 15… e di ascoltare il canto del Salmo responsoriale: “grandi cose ha fatto il Signore per noi”. Nel vangelo riconosciamo che quella voce di Dio è la voce semplice e umile di Giovanni Battista. Voce che invita ciascuno di noi a riconoscere la misericordia di Dio, ad accogliere di essere amati nei nostri fallimenti, nelle nostre fragilità. E mentre la storia pare dominata da Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Filippo, ecc Luca ci ricorda che i grandi cambiamenti sbocciano quando accettiamo di essere amati nei nostri deserti, ci rimettiamo in piedi e camminiamo verso casa. Quella casa – dimora che cerchiamo da una vita, quella casa dimora dove possiamo riconoscerci depositari di una missione: la nostra. Perché “io sono una missione” (Papa Francesco).

Signore cerchiamo una casa, una casa dove essere noi, una casa dove dare il meglio di noi al mondo. Ma abitiamo il deserto. Grazie perché tu vieni a prenderci, ci chiami, gridi il nostro nome e ti avvicini.

Prendici per mano. E facci tornare a te. Dio che viene!
#05dicembre2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.