Settembre 26, 2021

Dentro o fuori?

Mc 9,38-48

Nella prima lettura, tratta dal libro dei Numeri, Dio appare a Mosè e dona parte del suo spirito a 70 anziani scelti per aiutarlo. Non era facile guidare il popolo nell’Esodo: litigi, mancanza di fede, paura, vita precaria… insomma… c’erano tante discussioni e momenti difficili che Mosè doveva risolvere da solo. Ecco dunque la richiesta di ‘dividere il peso’ con altri. Per dare inizio a questo momento di corresponsabilità partecipata si decide una liturgia. Tutti e 70 gli anziani sono invitati presso la tenda del convegno in un giorno e ora stabiliti. Vanno tutti tranne Eldad e Medad.

Non sappiamo perché: pigrizia, poca fede, volontà di non assumere l’incarico? Non ci è dato di saperlo, ma comunque sia accade l’inatteso. Eldad e Medad, nonostante non siano andati, iniziano a profetizzare, cioè ad accompagnare la gente secondo la volontà di Dio, a dire le Parole di Dio. Ricevono lo Spirito senza aver partecipato alla ‘preghiera’ ufficiale. Giosuè viene avvisato e va da Mosè indignato. L’uomo di Dio invece sa che ci sono mezzi e fini e il fine di quella preghiera era donare lo Spirito perché quelle persone potessero accompagnare il popolo ‘in nome di Dio’. E così era successo anche oltre i confini della preghiera: dunque perché lamentarsi? “Volesse il Signore porre su di loro il suo spirito”.

Nel vangelo accade una cosa simile. I discepoli hanno ricevuto da Gesù la missione di cacciare i demoni, guarire i malati e annunciare la buona notizia del Regno. Ma non sempre riescono. Ricordate quell’uomo che porta dai discepoli il suo figlio e si lamenta con Gesù perché non riescono a liberarlo dallo spirito maligno? (cf. Mc 9,14-19). In quell’occasione la critica ai suoi è: “gente di poca fede”! Giovanni va da Gesù e gli racconta di aver bloccato un tale che scacciava demoni nel suo nome – riuscendo!!! – perché “non ci seguiva”. Che pericolo!

Possiamo limitare l’amore o il bene semplicemente mettendo una riga: dentro i nostri, fuori quelli che ‘non siamo noi’. Qui i buoni, la i cattivi. Terribile! Eppure che il bene sia fatto oltre i nostri confini dovrebbe farci piacere e soprattutto farci nascere una domanda: come mai noi che abbiamo il vangelo, l’eucaristia, la vita fraterna rischiamo di non riuscire nell’amore? Perché anche noi abbiamo questa ‘poca fede’?

Signore aiutaci a ringraziare per il tanto bene fatto fuori di noi e converti i nostri cuori perché, ricchi di fede, sappiamo portare nel mondo il tuo amore esagerato per tutti.
#26settembre2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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