Novembre 14, 2021

Cosa resta quando tutto crolla?

Mc 13,24-32

Il gesto della povera vedova ha stupito Gesù. Il suo volto felice, il suo sorriso per aver ‘dato tutto quanto aveva per vivere’ si è stampato nel suo cuore. Davvero quella povera donna sta costruendo la vita sulle cose che non passano, su quell’amore che resta quando tutto attorno può crollare. E per questo Gesù aiuta i suoi a fissare il cuore sulle cose che non passano: “In quei giorni dopo la grande tribolazione, il sole si oscurerà, e la luna non brillerà più, le stelle cominceranno a cadere dal cielo e le tende del cielo tremeranno”.

Davanti a tali cose si potrebbe pensare: ‘Oh mio Dio, siamo perduti, cosa possiamo fare?’ o: ‘cosa resta per sempre?’ e ancora: ‘ci sarà qualcosa che non cessa di esistere in mezzo a tutte queste cose che vengono meno? ‘. La risposta è sì! Quello che non cambia mai è l’Amore di Dio per noi: “Allora vedrete il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con grande potenza e gloria. Manderà gli angeli ai quattro angoli della terra e radunerà gli eletti di Dio, da un capo all’altro della terra”. Come o Buon Pastore Egli andrà in cerca della pecorella smarrita finché non la troverà (cfr Lc 15,4) e così “il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Tutto può passare, ma non passerà, il suo amore per noi. Celebriamo con questa Parola la V^ Giornata Mondiale dei Poveri. Una giornata in cui la Chiesa è invitata a riconoscere la preziosità dei poveri e a condividere sempre più la vita con loro per poter riconoscere il volto di Dio Padre. Papa Francesco chiede a ciascuno di noi di saper incontrare questi nostri fratelli emarginati. Saperli incontrare creando relazioni, facendo amicizia, superando la logica dell’elemosina che ci tiene a distanza. Scrive: “Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro” e “quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con sé stesso. Questa attenzione d’amore è l’inizio di una vera preoccupazione per la sua persona e a partire da essa desidero cercare effettivamente il suo bene”. Perché: “Gesù non solo sta dalla parte dei poveri, ma condivide con loro la stessa sorte”. Condivide perché non ha paura di ‘restare senza’, sa infatti di essere figlio amato e che sempre e per sempre resterà il Figlio amato.

Noi infatti condividiamo quando ci fidiamo, quando ‘crediamo all’amore’, quando nonostante tutto e tutti crediamo e speriamo che l’amore non abbia mai fine. Come quella povera vedova. Ed è allora che tutto, anche la cosa più piccola, diventa preziosa e importante e così impariamo a ‘non scartare nessuno’ e a valorizzare l’aiuto di tutti. Infatti: “Nessuno è così povero da non poter donare qualcosa di sé nella reciprocità. I poveri non possono essere solo coloro che ricevono; devono essere messi nella condizione di poter dare, perché sanno bene come corrispondere. Quanti esempi di condivisione sono sotto i nostri occhi! I poveri ci insegnano spesso la solidarietà e la condivisione”.
Signore grazie perché il tuo amore ci avvolge e tu ti prendi cura di noi. Facci dunque essere segno di condivisione, quella condivisione che sa imparare da tutti, che sa farsi prossima, che sa abbracciare chi si sente solo, accarezzare chi manca di affetto, toccare chi si sente scartato. E scopriremo che c’è qualcosa che non passa… anche quando ci pare che tutto crolli.
#14novembre2021 #Cmv #Vangelodelladomenica #giornatamondialedeipoveri

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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