Gennaio 17, 2021

Come Andrea

Gv 1,35-42

Domenica scorsa abbiamo fatto memoria del battesimo di Gesù nel fiume Giordano. Il vangelo di Marco ci ricordava come Gesù: “uscendo dall’acqua vide squarciarsi i cieli” e udì la voce del Padre che gli dice: “Tu sei il Figlio mio, l’amato” e ‘la tua vita per me è una meraviglia’ (cf. Mc 1,10-11).

Gesù in quelle acque fa esperienza di un amore fortissimo che lo invade e lo invia ad annunciare a tutti la misericordia di Dio che ci rende suoi figli. Ecco perché, nel vangelo di oggi, i due discepoli sono in cerca di una casa, di un luogo dove essere autentici, dove essere amati davvero per ciò che si è. Essi cercano il Padre. La risposta è semplice: “venite e vedete” cioè Gesù non propone una ‘religione’ cioè qualcosa da fare per Dio, ma un’esperienza di vita insieme a lui nella dimora che è il Padre. Un’esperienza così forte che non si può vivere solo per se stessi tanto è straripante. E qui nasce la missione. La missione infatti non è una cosa che si aggiunge all’essere discepoli, ma la sua ovvia conseguenza. Andrea appena sperimenta questa novità di vita va in cerca del fratello e gli dice: “abbiamo incontrato il Messia”. E lo conduce a Gesù. La missione nasce quando, pieni della vita da figli, andiamo in cerca di altri per testimoniare loro l’amore del Padre e li conduciamo a Gesù. Come ha fatto Andrea.

Ci possiamo allora domandare: ‘chi mi ha aiutato a conoscere Gesù?’. Certo Egli avrebbe potuto farsi incontrare direttamente ma ha preferito e preferisce farsi conoscere attraverso il volto di testimoni: persone normalissime la cui vita è un “vieni e vedi” che parla di Dio. Questa è la vocazione di ogni comunità cristiana in ogni angolo di mondo.

Ed ecco la seconda domanda: ‘chi abbiamo aiutato – o stiamo aiutando – a conoscere Gesù?’. Infatti ciascuno di noi è chiamato a testimoniare con la propria vita un incontro avvenuto e condurre altri in quella “casa”. Scrive Papa Francesco: ‘Ogni cristiano è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù; non diciamo più che siamo “discepoli” e “missionari”, ma che siamo sempre “discepoli-missionari”’ (EG 120).

Signore quante persone oggi ti cercano e non trovano nessuno che ‘conosca il tuo indirizzo’. Quanti poveri stanno sperando la vera Ricchezza, quanti senza-fissa-dimora sono in cerca di una vera Casa, quanti assetati d’amore cercano una Fonte vera di Bontà. Signore aiutaci a divenire discepoli missionari del tuo amore, a condurre altri alla tua casa.

Come ha fatto Andrea.
#Vangelodelladomenica #17gennaio2021 #Cmv

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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