Novembre 21, 2021

Che regno è questo?

Gv 18,33b-37

L’altro giorno sto camminando nel centro di Belo Horizonte dove mi trovo per qualche giorno. Piazza della Libertà è bellissima: il suo parco, i suoi musei. La gente corre e passeggia. Con un amico stiamo camminando su di un marciapiede e incrociamo un ragazzo simpatico. Sulla ventina, ben vestito sta smanettando sul suo cellulare. Mentre lo incrociamo passa l’auto della polizia. Ci guarda, lo guarda.

Si ferma, fa retromarcia e in un secondo la poliziotta punta la pistola carica su questo ragazzo e gli urla: “metti le mani dietro la nuca”. Non avevo mai visto una pistola così vicina a me”. Mentre il ragazzo la guarda stranito esce un altro poliziotto dall’auto mentre gli altri due aprono la portiera e come nei film – ma questa volta era vero – puntano sul ragazzo un mitra e un’altra pistola. Io ero lì e non capivo. Il ragazzo aveva l’unico ‘difetto’ di essere ‘nero’ e in quella piazza per la polizia stonava. Stava solo dicendo agli amici che sarebbero arrivati di lì a poco che era in quel punto ad aspettarli.

La sera un’altra scena triste. Sempre la polizia, sempre una volante, ma questa volta i tre poliziotti parlano tra loro mentre un giovane è steso pancia a terra, braccia aperte a croce, mani verso l’alto, gambe divaricate. Una posizione umiliante. La sera torno a casa ancora scosso e mi trovo questo vangelo da commentare. Mi si muovono cuore e mente a ripensare queste scene e capisco perché Gesù ci dice che il suo regno non è di questo mondo.

Attenzione: non significa che dobbiamo aspettare il paradiso per edificare il suo regno, no. Il suo regno è molto ‘terreno’, cioè fatto di terra, come la nostra umanità, ma la sua logica non segue la violenza e l’ingiustizia del ‘mondo’. E Giovanni ce lo racconta nella sua passione con la quale, in 11 scene, ci conduce a riconoscere Gesù crocifisso Re e Signore. In questa, che è la 4^ scena, è riportato il dialogo tra Gesù e Pilato. Il console romano, sfida Gesù dicendogli che il suo popolo lo ha ‘consegnato nelle sue mani’ e che dunque ha il potere di fare ciò che vuole.

Gesù risponde attestando che il suo Regno non segue le logiche della violenza e sopruso ma della fraternità, di quella che Papa Francesco chiama “amicizia sociale”. Una relazione nella quale si cerca il bene comune e si crede alla forza del dialogo. Il bene comune, di tutti, specie di chi è dimenticato, certi che il nostro bene è vero quando abbraccia tutti, fino agli ultimi. E il dialogo. Il dialogo che è cercare insieme a tutti il bene. Cercarlo senza paura di dover difendere dei ‘principi irrinunciabili’ o delle posizioni, perché il bene fiorisce con la forza del piccolo seme di senape e del lievito nella massa.

E allora forse a quel povero ragazzo sarebbe stato meglio chiedere di cosa avrebbe avuto bisogno per mettere a frutto i talenti che Dio gli ha dato per il bene di tutti. E magari scoprire quanto è bello essere suoi amici.
Signore facci lavorare per il bene di tutti e facci credere alla forza del dialogo. Saremo amici di tutti e capaci di costruire un mondo migliore.
#21novembre2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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