Luglio 11, 2021

Capaci di fare miracoli…!

Mc 6,7-13

Dopo aver salvato l’emorroissa e ridato vita alla figlia di Giairo Gesù è rifiutato dalla sua gente. Nessuno crede che Dio possa agire attraverso di lui perché conoscono la sua storia, la sua strana famiglia, lo hanno visto bambino come tutti, ragazzo come tutti… E si chiudono all’amore… tanto che: “si meravigliava della loro incredulità” (Mc 6,6). Per questo non potè: “compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì” (Mc 6,5).

Nel brano di questa 15^ domenica del tempo ordinario il Signore chiama a sé i Dodici e li manda due a due con il potere di scacciare gli spiriti impuri, la forza di guarire gli ammalati e una forza di vita che cambiava i cuori: “proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano” (Mc 6,12-13). Tutto questo secondo uno stile ben definito.

La fraternità missionaria infatti deve abitare la strada, non possedere nulla per dipendere dall’accoglienza altrui: “ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche”. Ci saranno città e case accoglienti e altre come Nazaret. E come comportarsi davanti al rifiuto e all’incredulità? Scuotere la polvere per arrivare altrove senza il risentimento del rifiuto precedente. Perché ogni storia è nuova e non possiamo giungerci con i ‘lasciti precedenti’.

La comunità missionaria di Gesù è dunque uno spazio di fraternità itinerante che ha potere di scacciare gli spiriti cattivi che abitano il cuore delle persone perché, quando incontri una persona che vive di amore, certe voci si acquietano e la vita appare più semplice e chiara. Meno caotica e confusa. Inoltre è una comunità che si china sugli infermi, che ha a cuore la salute, il bene, la vita felice di chi resta indietro. E questo rende ‘parlante’ la vita, rende affascinante la vita di questi fratelli e sorelle pellegrini lungo le vie del mondo, poveri di tutto, ma ricchi della compassione che guarisce e di un sorriso che mette a tacere le troppe voci che ci minacciano dentro.

Signore la tua comunità è inviata per cacciare le voci che ci dividono dentro e curare il nostro corpo ammalato di poco amore. Manda anche oggi la tua chiesa per le vie del mondo senza nulla, consapevole di dover offrire ‘solo se stessa’ e, attraverso un sorriso che libera, una parola che illumina e una carezza che cura, saremo il segno del tuo amore.
#11luglio2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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