Maggio 16, 2021

Ascensione: una partenza che ci avvicina…

Mc 16, 15-20

Festeggiamo oggi la solennità dell’ascensione. Una festa strana perché Gesù se ne va. Avremmo forse tutti voluto che restasse in mezzo a noi. Anzi spesso ci diciamo: “vorrei chiedere a Gesù come farebbe questa o quella cosa… ma non c’è…”. Però Lui continua a ricordarci che è “bene che io me ne vada perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi” (Gv 16,7). Anzi, aggiunge: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità” (Gv 16,12-13).

Dunque il suo non è un andare per allontanarsi, per starsene lontano o fuori dai problemi, ma un andare per starci ancora più vicino in quello che viviamo. Egli, infatti, non si allontana da noi, ma va in cielo, nella dimora del Padre. Si stanzia per sempre dentro il cuore del Padre che è abitato da noi. La nostra vera casa non in un luogo fisico, ma il cuore di chi ci ama davvero. Quella è la nostra dimora. E nel cuore del Padre… ci sono molte dimore… una per ciascuno di noi. Abitando in questo spazio Gesù ci dona il suo Spirito cioè la sua vita, la sua fraternità e la sua comunione con noi non è più qualcosa di esteriore, ma di profondamente interiore. Abitando il cuore del Padre abita il cuore di ciascuno di noi. E dunque le nostre domande a Lui le possiamo fare ancora, anzi più di prima perché, Gesù è ora più intimo a noi di noi stessi.

Scrive Agostino nelle Confessioni: ‘Tu infatti eri all’interno di me più del mio intimo e più in alto della mia parte più alta’ (Confessioni, III,6,11) tanto che ‘tu eri davanti a me; e io invece mi ero allontanato da me stesso, e non mi ritrovavo… (Confessioni V,2,2). Per rispondere alla domanda di ‘cosa fare’ dunque non dobbiamo cercare lontano, o ‘in cielo’… perché ora Gesù parla al nostro cuore, è dentro di noi e in mezzo a noi, la sua chiesa. Ed è così intimo a noi che ci domanda di ‘portarlo nel mondo’ andando per ogni dove ad incontrare chi ha bisogno di Lui.

Questo è il senso della chiesa, una comunità di uomini e donne, poveri come tutti, alla quale Dio presente in mezzo a loro, affida la responsabilità di mostrare il Suo volto a tutti i popoli: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura…nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno”.

Signore inviaci nel mondo con la forza e il conforto della tua Presenza viva in mezzo a noi e quando avremo il dubbio che tu sia lontano facci ricordare le parole di Agostino che ti pregava così: «Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato! Ed ecco tu eri dentro e io fuori, e lì ti cercavo… Eri con me, ma io non ero con te… Hai chiamato e hai gridato e hai rotto la mia sordità, hai brillato, hai mostrato il tuo splendore e hai dissipato la mia cecità, hai sparso il tuo profumo e ho respirato e aspiro a te, ho gustato e ho fame e sete, mi hai toccato e mi sono infiammato nella tua pace» (Confessioni, X,27,38).
13maggio2018
#Cmv #Vangelodelladomenica #ascensionedelsignore


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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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