Agosto 1, 2021

Amo Te e non le cose che mi dai…

Gv 6,24-35

Avete presente quando qualcuno vi cerca per chiedervi un favore e non perché gli interessate davvero? Ecco, questa posizione che sperimentiamo tante volte, ci può aiutare a comprendere i sentimenti di Gesù nel vangelo di oggi. Egli ha appena moltiplicato i pani e i pesci e ha chiesto alla sua comunità di responsabilizzarsi per amare quella folla, per sentire come propria la sua fame, come propri i suoi bisogni.

Compie quel segno per aiutare i suoi discepoli ad amare davvero la gente, ma poi deve fare i conti con uno dei pericoli dell’amore: quello di essere scambiato con la ‘soddisfazione’ dei bisogni. La folla che ha appena mangiato pani e pesci va infatti da Gesù non per stare con lui, ma perché stando con lui si mangia e il dono, segno del racconto di un amore fatto carne, diventa occasione di malinteso. Perché questi cercano il dono senza cercare il volto del donatore. Come dicessero: vogliamo te non per te, ma perché ci dai quelle cose che cerchiamo: “In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”. A questi tali Gesù propone di cercare non le cose ma le relazioni perché le cose passano, le relazioni restano in eterno.

Questo vangelo ci obbliga a domandarci se stiamo con Dio per avere una protezione, per tenere lontani i pericoli, per essere migliori, per…, per…, e non per stare con Lui. Sto leggendo un bellissimo libro di Recalcati sulla vicenda di Giobbe. Al cuore del testo la grande domanda: ma Giobbe crede perché la sua vita va a gonfie vele o perché davvero vuole vivere in compagnia di Dio? E il diavolo sfida Dio dicendogli: ‘facile credere così… Vediamo se egli crederà anche senza tutte quelle cose che la vita gli ha dato…’.

E togli quello, togli quell’altro… alla fine Giobbe continua a credere nonostante tutto. E continua a fidarsi di Dio con una dignità incredibile, consapevole che Dio ci vuole davvero dare se stesso, la sua paternità. Potranno mancarci cose, ma il suo amore di Padre non verrà meno anche nell’ora dell’Assurdo. E mentre la folla chiede a Gesù cosa fare per realizzare delle opere: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?” – come se Dio ci chiedesse di dimostrargli il nostro amore facendo cose -, lui continua a ribadire la centralità della relazione. Perché solo dentro una relazione saremo saziati: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!”.

Signore dacci te quando cerchiamo le cose che tu ci dai. Dacci te perché solo te puoi saziare la nostra fame e sete di vita autentica. Solo la tua paternità può essere fonte di vita nuova per la nostra vita in cerca di senso.
#01agosto2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

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Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.

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