7 Marzo, 2021

Sposi di Dio

Gv 2,13-25

In questo cammino di autenticità nell’amore offertoci dalla quaresima, eccoci alla terza sosta nella quale la chiesa ci offre il brano della cacciata dei venditori dal tempio. Diversamente dai sinottici, che lo pongono alla fine del ministero pubblico di Gesù, Giovanni pone questo brano a seguito delle nozze di Cana per ricordarci che Dio ci ama di amore sponsale, quell’amore che sul talamo della Croce mostrerà tutta la sua passione per noi.

Sì, Dio si offre a noi come sposo, come Colui che può abbracciare tutto di noi, può sposare la nostra terra, tutta e per sempre (cf. Is 62). E per questo chiede a noi di abitare questo spazio non come schiavi, ma come figli e sposi. Per tale ragione, già nell’Antico Testamento, egli aveva iniziato a camminare con il suo popolo per liberarlo dalla schiavitù dell’Egitto e ad accompagnarlo fino alla propria casa. In questo cammino i comandamenti non sono affatto i comandi del ‘padrone’, ma lo stile di vita nuova che può nascere quando si cammina presi per mano dal Padre. Com-andamento infatti deriva dalle parole latine: com-andare, cioè andare con. Eppure, arrivati alla nuova casa, il popolo invece di godere di questo amore libero, liberante e leggero, ha iniziato a voler costruire un tempio, una struttura rigida pensando di dare sicurezza a una relazione che invece esige abbandono e non strutture.

E per questo nel tempo la relazione si è ‘deformata’ fino a ficcarsi nella trappola del ‘ti dò per avere’. Gesù si sdegna perché trova gente che pensa di comprare o ringraziare Dio facendo delle cose a lui. Tipo: ‘Dio aiutami: io ti dò questo, tu dammi quello…’ oppure: ‘per quello che tu mi hai fatto io ti faccio questa offerta’. Ed ecco il senso degli animali e dei prodotti vegetali attorno al tempio. Ovviamente i pellegrini non potevano portarsi per il viaggio tali offerte per cui servivano le bancarelle per comprare l’occorrente. Ma i denari avevano l’effige dell’imperatore ed allora serviva usare una moneta ‘sacra’. E così i cambia valute. Notiamo le complicazioni? Quella che doveva essere la casa dell’amore autentico e dunque libero e leggero, diventa la casa della complicazione, delle strutture soffocanti, nelle quali ci si perde. Per tale ragione Gesù entra e caccia via tutto e tutti perché tenere in vita alcune relazioni o stili relazionali di questo tipo è mortifero. E entra con la sua frusta benedetta per liberare il nostro cuore da bancarelle di offerte assurde e da cambiavalute di monete incapaci di pagare il prezzo di un amore gratuito e per sempre.

Signore entra anche oggi nel tempio che ci siamo costruiti per intrappolarti nei nostri meccanismi che pensano di comprare o meritare l’amore. Caccia da dentro di noi i venditori di offerte inutili che ci appesantiscono la vita e i cambiavalute di monete con le quali non riusciamo mai a pagare il conto di un’amore che è sempre e solo gratuito. Solo allora sperimenteremo che tu sposi la nostra terra povera e fragile, di cui ti sei davvero innamorato. Incredibile… ma vero!
#07marzo2021 #Cmv #Vangelodelladomenica

Ogni settimana abbiamo pensato di proporre alcune “pillole di catechesi” guidate da Suor Maria Giovanna, clarissa e e Padre Luca Vitali. Si tratta di un commento con spunti di riflessione al Vangelo della domenica.

Suor Maria Giovanna, è nata nel 1957 ed è la madre superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, presso la chiesa di San Biagio di Forlì. Entrata nel monastero nel 2000, dopo aver esercitato per oltre 20 anni la professione di psicologa e di insegnante, dal 2008 (anno della professione solenne), fa definitivamente parte di questa piccola comunità francescana, che è composta attualmente da undici sorelle.

Padre Luca Vitali è nato nel 1974 ed è cresciuto a Forlimpopoli frequentando gli scout e l’Azione Cattolica. Nel 1998 è entrato nella Comunità Missionaria di Villaregia e nel 2004 è diventato prete. Ha vissuto in diverse sedi della comunità, sempre dedicandosi alla formazione missionaria, in particolare dei giovani, e anche a Forlì ha diretto per alcuni anni l’ufficio missionario diocesano. Dal 1° novembre 2020 si trova in missione a San Paolo nel Brasile.